martedì 1 ottobre 2013

La lancia che trafisse Gesù

Il soldato in questione è il centurione Gaio Cassio Longino, il quale, per assicurarsi la morte di Gesù Cristo, ne trafisse il costato e vide che ne fuoriuscirono sia acqua che sangue (sangue raggrumato, tipico dei cadaveri e siero, la cui divisione avviene nel caso di un emotorace, vale a dire di un’entrata di sangue nella cavità polmonare e in quelle del cuore). Si pensa anche che sia stato lo stesso Longino, vedendo gli eventi incredibili che la morte del Cristo aveva suscitato, ad affermare: “Questi è davvero il figlio di Dio”. La leggenda vuole che il centurione fosse malato agli occhi e che il sangue del Cristo, zampillante dalla ferita al costato, l’avesse guarito; accaduto ciò, pose un po’ del sangue di Cristo in un’ampollina e lo portò via con sé a Mantova, dove fu martirizzato; tant’è vero che nel duomo di Mantova vi è un’ampolla contenente il “preziosissimo sangue del Cristo”. Comunque sia la sua lancia, che deturpò il corpo ormai morto di Gesù, fu considerata una reliquia a causa del contatto col sangue del Salvatore, di conseguenza un suo eventuale possesso avrebbe comportato un grande prestigio e grande forza al suo detentore.  continua a leggere

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