lunedì 21 ottobre 2013

La scala santa

La Scala Santa è, nella tradizione cristiana, la scala salita da Gesù per raggiungere l'aula dove avrebbe subìto l'interrogatorio di Ponzio Pilato prima della crocifissione.

La Scala Santa di Roma La più celebre e visitata scala santa, meta di pellegrinaggio da parte dei cattolici, è quella che si trova a Roma, facente parte di un complesso denominato Santuario della Scala Santa nelle immediate adiacenze della basilica di San Giovanni in Laterano.
La pia leggenda, di origine medievale, afferma che si tratterebbe della scala stessa salita da Gesù, che sarebbe stata trasportata a Roma da Sant'Elena Imperatrice, madre di Costantino I, nel 326.

Descrizione Propriamente, l'edificio chiamato Scala Santa è un complesso edilizio fatto edificare alla fine del XVI secolo da papa Sisto V come nuovo patriarchio del vescovo di Roma, in sostituzione del precedente, demolito per la nuova costruzione. Realizzato da Domenico Fontana nel 1589, il palazzo comprende:

la Scala Santa vera e propria, affiancata da altre quattro rampe di scale, due alla sua destra e altrettante alla sua sinistra; la cappella di San Lorenzo in Palatio, detta Sancta Sanctorum, cioè la cappella privata del papa, vescovo di Roma, fino agli inizi del XIV secolo; è in questa cappella che è custodita l'"Acheropita lateranense", ossia la pala d'altare della cappella papale; l'oratorio di San Silvestro in Palatio, cui si accede dalla prima rampa di scale a destra; affiancano l'edificio l'oratorio del Santissimo Sacramento al Laterano e il Triclinium Leoninum. Decorazione Nel 1589, durante il pontificato di Sisto V, la Scala Santa fu traslocata dal Palazzo Laterano, nel quale si trovava, al Sancta Sanctorum, sul lato sinistro della piazza di San Giovanni in Laterano. I ventotto gradini che la compongono furono messi in opera cominciando dall'alto, perché non fossero calpestati dai piedi dei muratori, ma toccati solamente dalle ginocchia dei fedeli oranti.

Nel 1587-'88 le pareti erano inoltre state abbellite da diversi affreschi. I cantieri pittorici sistini si distinsero per la celerità d'esecuzione e il gran numero di affrescanti presenti, sotto la guida di Cesare Nebbia e Giovanni Guerra.

Più tardi, sotto papa Innocenzo VIII, i gradini furono coperti con tavole di noce, per impedirne l'usura. Ancor oggi molti fedeli cattolici salgono in ginocchio tutta la scala, pregando e chiedendo grazie.

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