mercoledì 7 maggio 2014

Il Papa a fidanzati: "Matrimonio funziona non solo se dura"

CITTA' DEL VATICANO - Sono arrivati da ogni parte del mondo per incontrare Papa Francesco nel giorno dedicato agli innamorati. Sono oltre 25mila i fidanzati che hanno accettato l'invito lanciato dal presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, l'arcivescovo Vincenzo Paglia, a festeggiare San Valentino per la prima volta insieme a Bergoglio. Così il pontefice e i ragazzi si sono incontrati a piazza San Pietro, per "La gioia del sì per sempre", un appuntamento inedito, ma che ha raccolto migliaia di adesioni in pochissimo tempo. Prima dell'udienza, sul sagrato gremito, canti, poesie e preghiere e l'esibizione di Tosca.

"Non fondate vostro amore sulla sabbia". Ai fidanzati a San Pietro è stato donato un cuscinetto: "È la carezza del Papa - ha detto monsignor Vincenzo Paglia - che vuole accompagnarvi nel giorno del matrimonio". Tre coppie di ragazzi, in rappresentanza degli innamorati, hanno rivolto a Papa Francesco tre domande. "Loro me le hanno inviate in anticipo - ha scherzato il Papa -, così ho potuto pensare una risposta un po' più solida. È possibile amarsi per sempre - ha sintetizzato il Papa -?. Molti hanno paura di scelte definitive, è una paura generale proprio della nostra cultura. Questa mentalità porta a dire che si sta insieme finché dura l'amore. Ma l'amore, se ha basi solide, cresce come una casa, che si costruisce assieme, non da soli. Per sempre non è solo una questione di durata, ma è importante la qualità. Un matrimonio non riesce solo se dura". Poi ha invitato i fidanzati a pregare: "Signore dacci oggi il nostro amore quotidiano".

Permesso, grazie e scusa. L'amore, ha ricordato ancora il Papa, è un "cammino paziente, che non finisce quando vi siete conquistati l'uono con l'altro. Questo cammino di ogni giorno - ha aggiunto - ha delle regole che si possono riassumere in tre parole, che ho già detto alle famiglie, e che voi già potete imparare ad usare tra voi: permesso, grazie e scusa". Così, ha insistito il Papa, cresce una famiglia cristiana. "Non esiste una famiglia perfetta, esistiamo noi peccatori". Poi, come già aveva già detto in passato, ha ricordato: "Gesù ci insegna un segreto: non finire mai una giornata senza chiedere perdono e fare la pace. Mai mai mai".

"In genere ciascuno di noi è pronto ad accusare l'altro e a giustificare se stesso. È quello che dice la Bibbia del nostro fratello Adamo. Dio gli chiede: ma Adamo hai mangiato il frutto? Io no, è quella che me l'ha dato. Accusare l'altro è una storia vecchia...", ha detto ancora Papa Francesco. "È un istinto che sta all'origine di tanti disastri. Impariamo a riconoscere i nostri errori e a chiedere scusa". Vivere con cortesia e nel rispetto è il segreto per costruire la vita insieme: bisogna "entrare con cortesia nella vita degli altri: a volte, invece, si usano maniere un po' pesanti, come certi scarponi da montagna!".

Sobrietà e misura. "Fate in modo che sia una vera festa, una festa cristiana, non mondana", ha detto il Papa a due fidanzati che chiedevano consigli per celebrare bene il loro matrimonio. "È bene che il vostro matrimonio sia sobrio e faccia risaltare ciò che è veramente importante. Alcuni sono più preoccupati dei segni esteriori, del banchetto, delle fotografie, dei vestiti e dei fiori... Sono cose importanti in una festa, ma solo se sono capaci di indicare il vero motivo della vostra gioia: la benedizione del Signore sul vostro amore", ha aggiunto.

Il tweet. Il Papa, prima di incontrare i ragazzi, ha postato un tweet invitando di nuovo i ragazzi a non avere paura: "Giovani, non abbiate paura di sposarvi: uniti in un matrimonio fedele e fecondo, sarete felici".

 Cristiano, sempre agnello, ma non scemo. "Il cristiano deve rimanere sempre agnello" anche quando ha a che fare con persone che sono cattive, ha affermato Papa Francesco nell'omelia di oggi alla Domus Santa Marta. Il cristiano, ha spiegato, "è un agnello e deve conservare questa identità". Il Signore ci manda "come agnelli in mezzo ai lupi". Ma, si è chiesto il Papa, qualcuno potrebbe proporre di usare la "forza contro di loro". Per il Pontefice si può usare invece "l'astuzia cristiana", senza mai sconfinare però nella cattiveria: "Non scemo - ha raccomandato -, ma agnello, perché se tu sei agnello, Lui ti difende. Ma se tu ti senti forte come il lupo, Lui non ti difende, ti lascia solo, e i lupi ti mangeranno crudo. Come agnello".

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