sabato 17 maggio 2014

Testimonianza di un esorcismo di Padre Gabrile Amorth

SPESSO SI ATTRIBUISCONO GLI EVENTI NEGATIVI DEL VISSUTO PERSONALE DI UNA PERSONA, O ANCHE DI UNA FAMIGLIA, ALL’ESSERE VITTIME DI UN “MALEFICIO”…. UNA PAROLA CHE INCUTE TIMORE, UN NEMICO CHE AGGREDISCE LA NOSTRA ESISTENZA SENZA MOSTRARE IL PROPRIO VOLTO… E QUANDO CAPITA DI LAMENTARE TALUNI MALESSERI, SI RISCHIA DI ESSRE CONSIDERATI PAZZI, O INCLINI A MANIE DI PERSECUZIONE.
NON E’ COSI’, E AD AFFERMARLO CON COMPETENZA E UNA VITA DI ESPERIENZA E’ PADRE GABRIELE AMORTH, AUTORE DI “NUOVI RACCONTI DI UN ESORCISTA”, UN TESTO DAL QUALE ABBIAMO RITENUTO UTILE RIPORTARE QUI DI SEGUITO LA STORIA VERA DI UN CASO DI MALEFICIO.
La signora Nadia apparteneva a una famiglia tradizionalmente cattolica: preghiere quotidiane, messa festiva, confessione frequente, comunione settimanale.

Il marito, commerciante d'alto livello, condivideva la fede e le pratiche della moglie.
Vincendo il dispiacere di non poter avere figli, si decisero di adottare una bambina e un bambino, che furono loro assegnati dal Tribunale dei minori.

Questo fu l'inizio di gelosie da parte di stretti familiari, che temevano perdite di aiuti economici e che contavano su prospettive di eredità.

Il fratello di Nadia aveva sposato una donna con forti tendenze allo spiritismo e alla stregoneria.

Nel 1978 iniziarono per Nadia disturbi di salute, che turbarono le sue precedenti buone condizioni.
Erano colpiti particolarmente il cuore, il fegato, la milza.
Le cure mediche non diedero né guarigione né sollievo.
Poi incominciarono difficoltà d'ordine spirituale: difficoltà a pregare, rifiuto dell'Eucaristia, tentazioni di bestemmie contro il Crocifisso e la Vergine, veri e propri blocchi che impedivano di partecipare a funzioni religiose e a prediche.

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Nell'estate del 1988 Nadia dovette sottoporsi all'operazione di asportazione della cistifellea; l'intervento non diede i risultati sperati e il medico curante consigliò una cura termale.
Qui Nadia accusò forti disturbi, per cui ricorse al medico locale.
Il medico intervenuto, dopo aver sentito bene la storia dei mali della paziente e dopo averla visitata, le chiese se era credente.
Alla risposta affermativa, disse decisamente: «Ciò di cui lei soffre va oltre la scienza medica; le consiglio di consultare un sacerdote e, se vuole, gliene indico uno non lontano da qui, che mi sembra adatto al suo caso».

Il sacerdote aiutò Nadia nella preghiera, la incitò alla lotta spirituale a cui è chiamato ogni cristiano militante, e fece su di lei delle preghiere di liberazione.
Evidentemente queste preghiere, ripetute in più occasioni, suscitarono delle reazioni tali da insospettire il sacerdote, che diede questo consiglio: «Lei ha bisogno di un sacerdote esorcista.
Ne faccia richiesta al suo vescovo e, se non ha fortuna, si rivolga ad un altro vescovo vicino».

Quando i coniugi ritornarono a casa, si informarono subito presso la curia vescovile e fu loro indicato l'esorcista diocesano.
Questi li ricevette a casa sua, il sedici agosto 1988.
Dopo un esame approfondito, che richiese tre incontri, il sacerdote procedette a preghiere di liberazione volte a spezzare i legami tra Nadia e le persone che le erano nocive: un'amica, che era gelosa per i figli che Nadia era riuscita ad adottare e voleva farla passare per pazza; la cognata dedita alla stregoneria; alcuni domestici che i coniugi avevano assunto per una loro casa di campagna.

Questa casa di campagna era circondata da un ampio terreno agricolo e vi si sentivano strani rumori.
Si venne a sapere che i precedenti proprietari erano membri di sette sataniche, per cui partecipavano o addirittura ospitavano in casa riti magici e messe nere.
Si procedette all'esorcismo della casa e gli oggetti che parvero sospetti vennero esorcizzati e bruciati.
In questo modo la pace ritornò in quella casa, ma continuarono i «blocchi» che impedivano a Nadia di recarsi in chiesa, di comunicarsi, di pregare, di leggere la Parola di Dio.
Dopo una nuova ricerca di discernimento condotta anche con la collaborazione dello psichiatra che aiuta abitualmente l'esorcista diocesano, il sacerdote decise di esorcizzare Nadia.

Dopo i primi esorcismi non vi furono miglioramenti riguardo ai blocchi spirituali; ma le reazioni della paziente dimostrarono con ancor più chiarezza l'assenza di sintomi di patologia psichiatrica, mentre invece le reazioni sataniche emersero in progressivo aumento, fino a far diventare Nadia furiosa, in modo da dimostrare tutta la forza della possessione da cui era stata colpita.

L'esorcista, seguendo i metodi da lui collaudati, si rivolgeva ai diversi demoni per spezzare i legami occulti esistenti tra ogni persona negativa e Nadia.

Questa è stata la formula da lui usata: «Nel nome di Nostro Signore Gesù Cristo, per i meriti della Santissima Vergine Maria, per l'intercessione di S. Michele Arcangelo, dei santi Apostoli Pietro e Paolo e di tutti i santi, spezzo ogni legame occulto di magia nera (o di stregoneria, o di maleficio... secondo i casi) tra Nadia e te, spirito immondo (quando veniva confessato il nome, si pronunciava il nome del demonio); lego ogni potere di questo spirito e gli ordino di lasciare Nadia e di andarsene ai piedi della croce di Gesù».

Nadia reagiva fortemente all'invocazione dei nomi di Maria Santissima, dei santi Pietro e Paolo, di S. Michele, e degli altri nomi che il sacerdote invocava: p. Pio, Giovanni Paolo II, il Curato d'Ars...

Molti esorcisti sono soliti farsi dire, dalle persone che benedicono, quali sono i santi di cui sono più devote.
Poco per volta Nadia ha ritrovato una maggior facilità alla preghiera e alla comunione eucaristica.

Bisogna riconoscere che le ha giovato moltissimo l'aiuto di suo marito che prega con lei, partecipa agli incontri di preghiera, interviene quando si accorge che la moglie ne ha bisogno.

In questi casi è molto importante che una persona sia sostenuta da qualcuno accanto, che l'aiuti.

Procedendo negli esorcismi, il sacerdote ha usato sempre più le preghiere di intercessione: salmi, litanie, rosario, preghiere di lode.
Sono preghiere che fanno inviperire il demonio, al punto di spingerlo a cercare compromessi: «Potresti metterti d'accordo con me».

Dapprima sono cessate le bestemmie; viene solo insultato l'esorcista.
Ma un giorno il maligno propone: «Lasciami queste sei persone della famiglia e io me ne andrò», e indica chi vuole.

Dopo aver pregato lo Spirito Santo, l'esorcista ha pregato per spezzare ogni legame di magia nera, di maleficio, di stregoneria, con ognuna delle sei persone che il maligno voleva per sé.

Nel frattempo il demonio si infuriava sempre più.

Quando poi il sacerdote ha consacrato ognuna di quelle sei persone al Cuore Immacolato di Maria, il demonio ha urlato come un disperato: «Se me li prendi, cosa mi rimane? Cosa divento?».

Nel momento in cui scriviamo (1992) Nadia non è ancora giunta alla guarigione totale, ma quasi; e il progresso è costante.

Notiamo alcune cose per utilità di altri.

Nadia fa molto uso, con grande fede, di acqua benedetta, sia per segnarsi sia per berla. Durante gli esorcismi è molto sensibile all'unzione con l'olio; ha anche ricevuto con molta devozione “l'Unzione degli infermi”.
Si confessa spesso, anche suo marito, e afferma che questo sacramento la fortifica molto. Anche i figli adottivi, di venti, ventidue anni, hanno ricevuto effetti benefici da questa intensa vita di preghiera.
Si è resa palese la presenza di più demoni, con a capo Asmodeo (nome biblico, che indica uno dei più forti).
Spesso il sacerdote ha insistito sulla data del battesimo di Nadia, con efficaci reazioni. A un esorcismo è intervenuto anche il vescovo che ha poi manifestato la sua soddisfazione sia per come procedono le cose, sia per aver potuto partecipare.

FONTE

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