domenica 8 giugno 2014

All' Ascensione Gesù le preannuncia alla Mamma la Pentecoste (Valtorta Evangelo 637.1 )

Valtorta – Evangelo 637.1

Vedo sempre la stanza abitata da Maria. I segni della Passione sono scomparsi.
La Vergine è seduta e legge. Devono essere libri sacri, perché non legge certo altro in quel rotolo che ha per le mani. Non è più torturata. Il suo viso è rimasto più grave di avanti la Passione, più maturo. Ma non è più quel tragico viso. Ora è maestoso ma sereno.
Sembra mattina, perché vi è già un bel sole che dall'aperta finestra entra nella quieta stanza, ma si vede che il giardino, chiuso da alte mura, su cui si apre la finestra, è ancora tutto fresco di rugiada.
637.2 Entra Gesù. Ha ancora la sua splendida veste del mattino della Risurrezione. Il suo Volto emana fulgore e le sue Ferite sono piccoli soli.
Maria si inginocchia sorridendo e poi si alza e lo bacia sulla Mano destra. Gesù la stringe al Cuore e la bacia in fronte, sorridendo, e le chiede un bacio che Maria dà pure sulla Fronte.
«Mamma. Il mio tempo di sosta sulla Terra è finito. Ascendo al Padre. Sono venuto a darti un particolare addio ed a mostrarmi a te ancora una volta così come sarò in Cielo.

NON HO POTUTO MOSTRARMI AGLI UOMINI CON QUESTA VESTE DI SPLENDORE.

NON AVREBBERO POTUTO SOPPORTARE LA BELLEZZA DEL MIO CORPO GLORIFICATO.

Essa è troppo superiore alle loro possibilità. Ma a te, Mamma, si. E vengo a letificarti ancora una volta con essa.
Bacia le mie Ferite. Che Io senta in Cielo il profumo delle tue labbra e che a te rimanga su esse la dolcezza del mio Sangue.
637.3 Ma sta' sicura, Mamma, che Io non ti lascerò mai. Uscirò dal tuo cuore quei pochi istanti necessari alla consacrazione del Pane e del Vino per tornarvi poi, dopo essermi staccato da te a fatica, con un'ansia d'amore pari alla tua, o mio Cielo vivo di cui Io sono il Cielo.

NON SAREMO MAI TANTO UNITI COME D'ORA IN POI.

Prima c'era la mia incapacità embrionale, poi la mia puerizia, e poi la lotta della vita e del lavoro, e poi la missione, e poi la Croce e il Sepolcro a tenermi lontano e impedito a dirti quanto Io ti amo.

Ma ora sarò in te non più creatura che si forma, non più presso a te fra gli ostacoli del mondo che interdice la fusione di due che si amano.

Ora sarò in te come Dio, e nulla, nulla nella Terra e nel Cielo sarà atto a separare Me da te, tu da Me, Madre santa.
Ti dirò parole di ineffabile amore, ti darò carezze di inesprimibile dolcezza.
E tu mi amerai per chi non mi ama.

OH! TU COLMI LA MISURA DELL'AMORE, CHE IL MONDO NON DARÀ AL CRISTO, COL TUO AMORE PERFETTO, MAMMA.

Perciò, più che un addio, il mio è il saluto di chi esce per un momento, come andassi a coglier rose e gigli in questo giardino fiorito. Ma ti porterò dal Cielo altre rose ed altri gigli più belli di questi qui fioriti. Te ne empirò il cuore, Mamma, per farti dimenticare il puzzo della Terra, che non vuole essere santa, e anticiparti l'aura del beato Paradiso, dove sei attesa da tanto amore.

E L'AMORE, CHE NON SA ATTENDERE, VERRÀ SU TE FRA DIECI GIORNI.

Fatti bella della tua più bella letizia, o Madre Vergine, ché il tuo Sposo viene. L'inverno è passato... le vigne in fiore mandano il loro profumo, ed Egli canta (Cnt 2,11-13): "Sorgi, o tutta bella. Vieni, o mia Sposa, sarai coronata".
Del suo Fuoco ti coronerà, o Santa, e ti farà felice del suo Spirito, che si infonderà in te con tutti i suoi splendori, o Regina della Sapienza, sua Regina, che hai saputo comprenderlo sin dal mattino della tua vita ed amarlo come creatura al mondo mai amò.

0 commenti :

Posta un commento

I commenti sono tutti tracciati tramite indirizzo univoco IP, anche se postati come "Anonimo".
Ogni abuso, volgarità, minaccia, offese, ricatti, linguaggio volgare, sarà segnalato alle Autorità competenti tramite tracciamento IP di provenienza del commento stesso.

 
Copyright © . Nel nome di Jesus - Articoli · Commenti
Code & Graphics: F. Hoefer · Powered by Blogger
La nostra pagina su Translate English German French Arabic Chinese Simplified