martedì 29 luglio 2014

La Sacra Cintola della Madonna


La Sacra Cintola, chiamata anche Sacro Cingolo, è considerata la cintura della Madonna ed è la reliquia più preziosa di Prato. È custodita nell’omonima cappella del Duomo. E il 27 luglio 1312 fu vittima di un tentativo di furto … molto strano…

La Sacra Cintola è una sottile striscia (lunga 87 centimetri) di lana finissima di capra, di color verdolino, broccata in filo d’oro, gli estremi sono nascosti da una nappa su un lato e da una piegatura sul lato opposto (tenute da un nastrino in taffetà verde smeraldo).

Secondo la tradizione, la Sacra Cintola sarebbe stata consegnata dalla Madonna, al momento della sua assunzione, a San Tommaso come segno della sua benevolenza. Tommaso, prima di partire per le indie, affidò la reliquia ad un sacerdote, da qui iniziò la trafila dei vari passaggi di mano, fino a quando non giunse in possesso di Michele Dagomari da Prato, mercante in soggiorno a Gerusalemme nel 1141, in dote per il matrimonio con la figlia del sacerdote che l’aveva in custodia. Michele nello stesso anno tornò in patria portando con sé la reliquia, e la sacra cintola1ripose in una cassapanca e per custodirla meglio, decise di dormirci sopra ogni notte con grande sdegno dei religiosi quando vennero a saperlo.

Nel 1173, in punto di morte Michele, rivelò l’importanza del suo tesoro e lasciò la reliquia nelle mani del magistrato civile e del preposto. L’anno dopo venne portata in duomo con una solenne processione e riposta all’interno dell’altare maggiore, in seguito a tale evento, si avviarono una serie di trasformazioni e ampliamenti della chiesa fino a raggiungere l’aspetto odierno.

Il canonico, chierico secolare, Giovanni di ser Landetto da Pistoia, detto Musciattino tentò di impadronirsi della reliquia della Sacra Cintola, per portarla nella propria città, il 27 luglio 1312. Quando però uscì da Prato, si perse nella nebbia che avvolgeva la campagna circostante e, senza rendersene conto, tornò al punto di partenza. Credendo di essere giunto a Pistoia, gridò alle porte della città: “Aprite, aprite Pistoiesi: ho la Cintola de’ Pratesi!“.
Secondo le cronache riportate sui documenti conservati nell’archivio comunale, il ladro venne così catturato dai canonici del Capitolo, processato sommariamente fu condannato al taglio della mano destra, e dopo essere stato legato alla coda di un asino e condotto sul greto del fiume Bisenzio, per poi venire arso al rogo. Secondo la tradizione popolare, si narra inoltre, che, dopo che gli fu mozzata la mano, la folla inferocita abbia scagliato l’arto tagliato verso la chiesa (“tirata, dopo sacra cintola - la mano rossal’esecuzione, or qua, or là dal popolo per dispregio”), cosicché esso abbia lasciato su una pietra del Duomo, una macchia di sangue a forma di mano. Tale segno è visibile ancora oggi (con tutta probabilità si tratta di una venatura rossa del marmo) sulla pietra dell’angolo in alto a sinistra dello stipite della seconda porta (quella più vicina al campanile) del fianco destro del Duomo.

Presumibilmente ad aver commissionato il furto, fu invece Firenze (eterna rivale insieme a Pistoia), che oltre ad ambire ad un tesoro così importante, mirava a controllare Prato, che proprio grazie alla Sacra Cintola e ai pellegrinaggi, stava diventando sempre più importante, crescendo sia a livello economico che politico. Sta di fatto, che tra storia e leggenda, la vicenda di Musciattino è rimasta viva nei secoli a ricordare il significato emblematico che la reliquia del Sacro Cingolo ha avuto e ha per la comunità pratese.

A seguito del tentativo di furto, la Sacra Cintola venne espropriata dal Comune e dalla Cittadinanza al controllo ecclesiastico diretto (attualmente solo una delle tre chiavi che la custodiscono è del vescovo) e posta all’ingresso del Duomo di Prato. Successivamente venne costruita una Cappella apposita sul fianco sinistro della chiesa, all’altezza della facciata. Più in generale, l’intero Duomo subì per questo parecchie modifiche fino al XV secolo.


La Sacra Cintola nel 1786 causò gravi incidenti all’interno del clero della città di Prato, nel 1786. Il vescovo Scipione de’ Ricci, cercò di screditare la reliquia. Una rivolta di contadini costrinse il clero cittadino a ritrattare le parole del vescovo.

La reliquia è ancora oggi conservata in questa Cappella, affrescata interamente da Agnolo Gaddi con le Storia di Maria Vergine e della Cintola stessa. Sopra l’altare settecentesco dove viene conservata la reliquia è collocata la piccola ed elegante statua della Madonna col Bambino, opera di Giovanni Pisano (1301).


La Sacra Cintola viene mostrata pubblicamente (Ostensione) cinque volte all’anno, cioè:

Pasqua (tra il 22 marzo ed il 25 aprile);

mese dedicato al culto di Maria (1º maggio);

Assunzione di Maria (15 agosto – Ostensione di Santa Maria);

Natività di Maria (8 settembre), con particolare solennità;

Natale (25 dicembre);

L’Ostensione viene fatta alla folla radunata nella piazza del Duomo dal pulpito esterno, costruito su progetto di Michelozzo e decorato da Donatello.

Ma sembra che Prato non sia l’unica a rivendicare la cintola della Madonna, nel mondo vi sono altri luoghi che dicono di possederla, come: la Basilica di Santa Maria di Chalcoprateia a Costantinopoli; la Chiesa di Santa Maria Soonoro della Chiesa Ortodossa Siriaca in Homs (Siria); il Monastero di Troodissa in Platrès in Limassol sui Monti Troodos (Cipro); il Santo e Grande Monastero di Vatopedi nella Repubblica del Monte Athos (Grecia); la Collegiata di Nostra Signora in Le Puy-Notre-sacra cintolaDame nel Maine e Loira/Loira (Francia); la Collegiata in Quintin in Côtes-d’Armor/Bretagna (Francia); la Cattedrale di Santa Maria di Tortosa in Terragona/Catalogna (Spagna); l’Abbazia di Bruton nel Somerset/Sud Ovest in Inghilterra (Gran Bretagna).


Nella Pinacoteca vaticana abbiamo una rappresentazione pittorica di Benozzo Gozzoli de “La Madonna della Cintola”. Qui il pittore mostra la consegna della cintura, da parte di Maria SS, a san Tommaso durante l’assunzione in cielo.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Sacra_Cintola

Vedi anche http://www.cantualeantonianum.com/2011/10/la-cintura-della-vergine-infiamma-la.html ; http://www.cassiciaco.it/navigazione/monachesimo/devozioni/mariana/cintura/cintura.html

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