domenica 12 ottobre 2014

Il Rosario fa giustizia ad una Contessa


Vi era una Contessa di nome Domenica, alla quale i parenti uccisero il marito e si impadronirono dei suoi possedimenti. Ella, per sfuggire alla morte, si nascose in una grotta solitaria. Nessuno dei suoi antichi sudditi, infatti, la accoglieva, per paura dei tiranni. Domenica in quella spelonca, infreddolita ed affamata, condivideva la sorte con rane e con rospi. Per la fame e la sete, la misera, imprecando contro Dio e piangendo disperata, prese un coltello e si trapassò tre volte il petto. E, cadendo supina, vicina alla morte, la misera vide le schiere infernali, superiori ai raggi del sole, e l’inferno nella sua bruttezza, oscuro, tenebroso, e lo spaventoso fuoco infernale. Ma dove il male abbondò, anche la grazia sovrabbondò: soleva, ella, da giovinetta, dopo aver udito la predicazione di San Domenico, pregare il Rosario della Vergine Maria. E, dalle medesime mani di San Domenico, aveva ricevuto, in Spagna, la Corona del Rosario. Poi, però, influenzata dal mondo, trascurò la recita del Rosario, ma lo portava sempre alla cintola e al collo. Ed, ecco che, meraviglia della Clemenza di Dio e di Maria, le si avvicinò la Beata Vergine Maria, accompagnata da tre bellissime fanciulle, e Le precedeva San Domenico, che con il bastone scacciava le schiere infernali. Allora la Beata Vergine Maria, rivolta a Domenica, disse: “O figlia, figlia, nella tua miseria, e necessità, Tu mi hai dimenticata, ma Io mi sono ricordata e ti ho usato molta misericordia. Quando eri giovane, mi salutavi nel mio Rosario, poi mi hai abbandonata per lungo tempo. Ma poiché il più caro dei miei amici, Domenico, ha pregato per te, ascolta ora la Mia Promessa. Se mi offrirai il Rosario, riavrai nuovamente la vita, e anche i beni che hai perduto”. Ella promise, e Maria la consegnò a San Domenico, il quale, avvicinandosi alla moribonda, toccò le ferite, e disse: “Tu abbandonasti le tre cinquantine del Rosario, per questo sei incorsa nelle tre ferite mortali. Ora che ti proponi di riprendere le tre cinquantine abbandonate, ti sono dati tre rimedi di salvezza”. Ed immediatamente, colei che era morta o quasi morta, si alzò sanissima. E si ritrovò di nuovo nel palazzo, vestita da Contessa, e vide che il Tiranno e i suoi servi erano stati fatti prigionieri da una schiera invisibile, capeggiata da San Domenico. E, rientrata in possesso dei suoi beni, raccontava a tutti il grandioso prodigio che la Vergine Maria e San Domenico le avevano ottenuto, e volle che, nelle Feste, tutti quelli della casa recitassero insieme il Rosario. E, dopo essere vissuta santamente, poco prima di morire vide la Gloriosa Vergine Maria e San Domenico, che portarono la sua anima nei Cieli, nel tripudio dei Santi. Amen.

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