lunedì 5 gennaio 2015

Origine dell' Epifania e della Befana


È una delle feste cristiane più importanti, celebrata dodici giorni dopo la ricorrenza del Natale. Il termine "Epifania" deriva dal greco “epifàino”, che significa "mi rendo manifesto"; indica quindi la manifestazione pubblica di una divinità. I cristiani, già a partire dal III secolo, iniziarono a commemorare le manifestazioni divine (come i miracoli, i segni, le visioni, ecc.) di Gesù. Con la visita alla grotta di Betlemme, i Re Magi, forse di origine persiana, resero omaggio al Bambino offrendogli doni. Essi, guidati in Giudea da una stella, portarono in dono oro (omaggio alla sua regalità), incenso (omaggio alla sua divinità) e mirra (anticipazione della sua futura sofferenza redentrice) e lo adorarono. La tradizione di questa antica festa, come quella del Natale, ha origini pre-cristiane.

L'origine della figura della Befana ha relazione con le tradizioni agrarie pagane relative all'inizio dell'anno. Si soleva identificare nell'aspetto di una vecchia l'anno trascorso, ormai pronto per essere bruciato e "rinascere" come anno nuovo. In molti paesi europei, infatti, esisteva la tradizione di bruciare fantocci, nella dodicesima notte dopo il solstizio invernale. L'uso dei doni aveva un valore propiziatorio per l'anno nuovo. Una seconda ipotesi è quella che collega la Befana con l’antica festa romana, che si svolgeva all'inizio dell'anno, in onore di Giano e di Strenia, durante la quale avveniva lo scambio di regali. Secondo i romani, nel corso di queste dodici notti, alcune figure femminili volavano sui campi per propiziare i raccolti futuri. Non dimentichiamo che l’Epifania è, prevalentemente, una festa religiosa, che ricorda la venuta al Mondo del Signore. Unendo sacro e profano, la Befana resta un appuntamento importante, atteso soprattutto dai bambini, che aspettano con ansia i suoi doni. Non molti anni fa, i bambini appendevano al camino le calze fatte a mano. Scrivevano la letterina con i loro desideri, puntualmente disattesi, per la povertà. Nella calza trovavano poche caramelle, qualche mandarino, castagne, noci e l’immancabile carbone. Ma erano felici ugualmente!

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