lunedì 30 marzo 2015

Il Velo della Veronica (Reliquia della Passione di Gesù )



Durante il cammino di Cristo verso il calvario una donna chiamata Veronica, si avvicinò a Gesù per asciugargli il viso. Come in ringraziamento per quel gesto d’amore, il volto di Cristo si impresse in quel velo donandoci un’immagine reale, seppur segnata dalla sofferenza, del volto di nostro Signore. La stoffa divenne oggetto di grande venerazione, specialmente nel tardo Medio Evo. Il “Volto Santo” si ritiene sia custodito oggi, in un santuario costruito nel XVII secolo a un passo da Manoppello, antico borgo non distante da Chieti, dove il gesuita Heinric Pfeiffer e diversi studiosi che ne hanno sovrapposto il volto a quello della Sindone, lo ritengono originale.

Una versione della leggenda di Veronica, contenuta negli Atti di Pilato, racconta che Veronica, la donna guarita dall’emorragia, si recò a Roma e guarì l’imperatore Tiberio, con un’immagine di Cristo che aveva fatto dipingere per gratitudine per la propria guarigione, che poi donò a papa S. Clemente (23 nov), morto nel 100 circa. Fu solo nel XIII secolo, a ogni modo, che si parlò di un’immagine divina che a Roma divenne nota come “il velo della Veronica“ conservato a S. Pietro e originariamente usato da Cristo nel Getsemani o durante il supplizio del Calvario.

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