giovedì 16 aprile 2015

Il testamento di Bernadette Soubirous



Per la miseria di mamma e papà, per la rovina del mulino, per quel pancone di malaugurio, per il vino della stanchezza, per le pecore rognose… grazie, mio Dio.
Bocca di troppo da sfamare io ero!

Per i bambini accuditi, per le pecore custodite… grazie!

Grazie, o mio Dio, per il procuratore, per il commissario, per i gendarmi, per le dure parle di don Peyramale.

Per i giorni in cui siete venuta, Vergine Maria, e per quelli in cui non siete venuta: non vi saprò rendere grazie altro che in Paradiso.

Ma per lo schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi, per coloro che mi hanno presa per pazza, per coloro che mi hanno presa per bugiarda, per coloro che mi hanno presa per interessata… grazie, Madonna mia!

Per l’ortografia che non ho mai saputo, per la memoria che non ho mai avuto, per la mia ignoranza e la mia stupidità… grazie!

Grazie perché se ci fosse stata sulla terra una bambina più ignorante e più stupida di me, avreste scelto quella.

Per mia madre morta lontano, per la pena che ebbi quando mio padre invece di tendere le mani alla sua piccola Bernardette, mi chiamò: «Soeur Marie-Bernarde»… grazie, o Gesù! Grazie per aver abbeverato di amarezze questo cuore troppo tenero che mi avete dato.

Per madre Giuseppina, che mi ha proclamata «buona a nulla»… grazie! Per i sarcasmi della madre maestra, per la sua voce dura, per le sue ingiustizie, per le sue ironie e per il pane dell’umiliazione… grazie!

Grazie per essere stata quella privilegiata nei rimproveri, di cui le mie sorelle dicevano: «Che fortuna non essere Bernardette!».

Grazie di essere stata Bernardette, minacciata di prigione perché vi avevo vista, Vergine Santa; guardata come una bestia rara dalla gente; quella Bernardette così meschina che a vederla si diceva: «Non è che questo?».

Per questo corpo miserando che mi avete dato, per questa terribile malattia di asma, per le mie carni in putrefazione, per le mie ossa cariate, per i miei sudori, per la mia febbre, peri miei dolori sordi e acuti… grazie, mio Dio!

Grazie, Vergine santa, perché sono certa che si compiranno le vostre parole: «Non ti prometto di farti felice in questo mondo, ma nell’altro».

(tratto da “L’angelo mi disse” del Card. Angelo Comastri)

Pubblicato su “La Grotta di Lourdes del beato Claudio”, mensile del santuario di Chiampo (VI), 5 maggio 2008, pagg. 4-5.
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