martedì 30 giugno 2015

Novena a Santa Veronica Giuliani (dal 30 giugno al 8 luglio)



Dalle pagine del Diario ecco Veronica, esempio luminoso di quanto sia potente e trasformante l'Amore di Dio quando viene accolto dalla creatura. I suoi pensieri, serviranno a darci un'idea di quanto Veronica abbia lasciato agire il Signore nella sua vita e di come la sua santificazione sia avvenuta in maniera ordinaria, nonostante la straordinarietà delle sue esperienze mistiche. Se infatti riusciremo a cogliere dalla Santa una testimonianza di vita, ella potrà essere ancora oggi, via alla conoscenza del Signore, alla salvezza. Ecco il senso di questa "Novena" con Veronica.

1° giorno: S. Veronica: una vita aperta al disegno di Dio

Dal diario: « Il Signore mi ha fatto ricordare quello che operò nell'anima mia il giorno che dovevo vestire l'abito religioso. Tutta la notte mi tenne desta, con farmi apprendere quello che dovevo fare, in che modo lo dovevo fare, con quale fervore.

Mi accese in modo, che non trovavo luogo. Mi levai la mattina due o tre ore avanti il giorno, e sentivo certa applicazione di pensare allo sposalizio che stavo per fare con Gesù.

In un attimo, mi comparve Gesù Bambino..., e parevami che mi richiedesse, per via di comunicazione, un fermo proposito di non volere ammettere nella mia mente cose di mondo, di non avere ardire di darne una vinta alla mia umanità e di stare tutta disposta a fare la volontà di Dio, con patto che Esso mi avrebbe fatto tante grazie, se gli avessi di cuore corrisposto. Conobbi che mi richiedeva una morte totale di me stessa, con ogni sorta di privazione propria; ma sempre con la mortificazione in mano.

Tutto ciò lasciò ansia di eseguire tutto per pura gloria di Dio; e parmi che mi lasciasse certo lume di cognizione di me stessa. Presi il santo abito con qualche sentimento, e, posto che ebbi il piede sulla porta della clausura, parvemi che mi si partisse ogni altro pensiero. Solo restò nella mia mente quello che dovevo fare per corrispondere a Dio. 99 (Vol. 11, 775 ss)
Leggere e meditare Gv. 15,14-16

Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone, ma vi ho chiamati amici, per­ché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto cono­scere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chie­derete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.

Preghiamo Dio, fonte di ogni bene, che ci hai scelto nel tuo Figlio prima della crea­zione del mondo, per essere santi e im­macolati al tuo cospetto nella carità: fa che sull'esempio di S. Veronica sap­piamo rispondere al tuo disegno di amore sotto l'azione del tuo Santo Spirito. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

2° giorno: S. Veronica: un'esistenza invasa da DIO AMORE

Dal diario: « Sebbene stessi facendo le fatiche ed opere manuali a volta a volta, mi venivano alcuni impeti e rapimenti della mia mente, tutta in Dio Solo.

Questo Dio Solo dava certi lumi all'anima e si faceva sentire che la volesse del tutto spogliata, e nel medesimo punto, pareva che la rendesse tale; ed allora pareva che l'anima godesse. Questo Dio Solo che ora vado dicendo, non so bene se lo potrò spiegare e dare ad intendere. Pare cosa difficile. Contuttociò, per fare la santa obbedienza, dirò quel tanto che ho sentito con affetti, con lumi, con visioni.

Prima, stando l'anima mia, con quei rapimenti, trasportata, come di volo, tra le braccia di Dio, in un istante, si sente tutta unita col suo sommo ed Unico Bene. Allora Iddio fa conoscere all'anima, che ella sta tutta con Esso lui solo. Solo questo conoscimento pare che apporti all'anima più sorte di ammaestramenti; ma questi­ammaestramenti io non posso descriverli, perché sono per via di comunicazione. L'anima non opera, non parla, non fa niente; ma solo conosce che il divino facitore opera meraviglie in lei. Nel solo lume, che ella ha di questo Dio solo, prova il paradiso anticipato.

Oh! quanto fa questa chiarezza di Dio Solo! In un istante si fa conoscere onnipotente,

e fa comprendere e vedere alla medesima anima questa sua onnipotenza. Con questa

le dà cognizione così intrinseca, che ella ben conosce che non può niente; ma si sente tanto contenta della operazione che fa Iddio in lei, che, per mezzo di questo, ella comprende questo Dio Solo essere quello che opera tutto. "
Leggere e meditare Lc. 10,38-42

Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Es­sa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedu­tasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molto servizi. Pertanto, fat­tasi avanti, disse: "Signore, non ti curi che mia sorel­la mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti". Ma Gesù le rispose: "Marta, Marta, tu ti preoc­cupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta".

Preghiamo Con le stesse parole di Veronica ti pre­ghiamo: "La grazia del vostro amore sbandisca da noi ogni impedimento ed ostacolo dell'unione che dovrenuno fa­re con Voi. Dateci, Signor mio, un cuo­re puro, una vera umiltà e perfetta ras­segnazione al vostro volere, ed uno stacco tale da tutto e da noi medesime, acciò siamo una stessa cosa con Voi. Le nostre potenze vi offriamo, e tutte ci confermiamo e consacriamo a voi".

3° giorno: S. Veronica: una vita sostenuta dalla fede e dalla speranza

Dal diario: «Questa notte, nella rinnovazione del dolore, mi è parso che Iddio mi abbia dato lume particolare di me stessa e dolore delle proprie colpe. In questo mentre, mi pare che m'abbia fatto un rimprovero: chè io non opero con pura fede, come Esso mi fa capire e mi vuole in questo esercizio di continuo.

Ho sentito qualche effetto speciale, quando ho fatto qualche opera con vera fede. Così, per esempio, mi è avvenuto in qualche occorrenza che mi è stata richiesta qualche cosa sopra le mie forze e parevami impossibile.

Nel medesimo tempo sentivami ravvivare la speranza e la fede in Dio e facevo quell'opera con facilità. Questo atto davami tal vigore ed aprivami una strada più segreta: chè la fede fa crescere la virtù e avvalora ogni nostra operazione, in noi e coi prossimi. Qui, apprendevo che io dovevo studiare di far praticare ai prossimi le opere con viva fede; non in modo di ammaestramento, ma per modo di opera di carità. Nel medesimo tempo avevo il modo come dovevo portarmi in ciò; e vedevo di quanto aiuto mi sarebbe stata la maniera ed il modo come io dovevo far questo.

Mi pareva che Iddio ravvivasse intimamente la fede che io avevo in Lui; e mi pareva capire che ogni atto solo di carità esercitato verso il prossimo con fargli fare qualche cosa con sentimento di fede, e (con esortarlo) per via di qualche ricordo e modo di discorso che pensassimo bene per chi dovevamo operare sarebbe stata cosa di grande suo gusto; e che, per mezzo di ciò, avrei imparato il vero modo di operare con pura fede. 99 (Vol. II, 732 ss.)
Leggere e meditare Mt. 14,24-33

La Barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro cam­minando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: "È un fantasma" e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: "Coraggio, sono io, non abbiate paura". Pie­tro gli disse: "Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque". Ed egli disse: "Vieni!". Pietro, scendendo dalla barca si mise a camminare sulle ac­que e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e cominciando ad affondare, gridò: "Signo­re, salvami!". E subito Gesù stese la mano, lo affer­rò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubi­tato?"Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quel­li che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, escla­mando: "Tu sei veramente il Figlio di Dio!".

Preghiamo Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che pro­metti, fà che amiamo ciò che coman­di. Per Cristo Nostro Signore. Amen.


4° giorno: S. Veronica: "figlia del Crocifisso"

Dal diario: « Ebbi il rapimento, nel quale vi fu la visione di Nostro Signore, il quale aveva in mano una gran croce. Così mi disse: Questa è quella con cui ti ho dotata: ora col patire parteciperai ai frutti di questo tesoro. Così vien chiamata la croce dai miei amanti.

Mentre così dicevami, davami intima cognizione sopra la preziosità del patire, facevami penetrare che tutti i veri tesori si trovano nella croce, e facevami capire che, avendomi Lui data la croce per dote nello sposalizio, veniva a darmi il possesso di tutto quello che Esso meritò nella sua passione e morte di croce, ed anche veniva a farmi partecipare i frutti del merito infinito del suo, prezioso sangue e di tutti i suoi meriti.
Leggere e meditare Mt. 16,21-25

Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffri­re molto da parte degli uomini, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo gior­no. Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a pro­testare dicendo: "Dio te ne scampi, Signore, questo non ti accadrà mai". Ma egli, voltandosi, disse a Pie­tro: "Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, per­ché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!". Allora Gesù disse ai suoi discepoli. "Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua cro­ce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vi­ta, la perderà; ma chi perderà la propria vita per cau­sa mia, la troverà".

Preghiamo Signore Gesù, che per compiere la vo­lontà del Padre ti sei offerto alla Croce e hai voluto associare in maniera spe­ciale S. Veronica ai tuoi patimenti, concedici di contemplare le tue soffe­renze e di completarle in noi a favore del tuo corpo che è la Chiesa.  Tu che vivi e regni nei secoli dei seco­li. Amen.

5° giorno: S. Veronica: anima eucaristica

Dal diario: « Di questo divin Sacramento avrei voluto che tutti ragionassero, acciò una volta avessero ben penetrato questa grande invenzione d'amore, che ha trovato Iddio per restare con noi per cibo delle anime nostre, a nostro prò!

Oh! Dio! È un punto che fa impazzire il sol pensarci. Oh! pensate chi lo riceve con sentimento! E chi con vero sentimento lo tiene nelle mani come voialtri sacerdoti! Io penso che non siate in voi in quell'atto della consacrazione, oppure vi segtiate mutati in un Dio medesimo.

Son d'avviso che diventiate come fuoco, e, tenendo fra le mani il divino amore, penso che abbruciate tutti, e che non possiate spiegare con parole quanto in quel punto fa ed opera il divino facitore nelle anime vostre.

Io delle volte fra me faccio un poco di discorso, e vado pensando che, se davvero ci pensassimo a questa opera divina, certo che si impazzirebbe per veemenza e forza che dà un tanto amore.

Oh! Dio! il nostro cuore divien tempio della SS. Trinità. Si può dire di esso in quell'atto della comunione: Ave, templum totius Trinitatis. Quello che mente umana non può capire, viene ad intrinsecarsi ed unirsi colle anime nostre, e farsi una stessa cosa in noi. E chi mai non si risolverà ad amare chi tanto ci benefica e ci ama?

E come si ha da fare, per riposare la notte avanti, chi pensa ciò? Io. non credo che si abbia voglia del riposo del corpo, ma che tutti i nostri pensieri siano, come si può fare per prepararsi ad un tanto bene.
Leggere e meditare Gv. 6,48-58

Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno man­giato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso, dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo. Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: "Come può costui darci la sua carne da mangiare?". Gesù gli dis­se: 'In verità, in verità vi dico: se non mangiate la car­ne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nel­l'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi man­gia questo pane vivrà in eterno".

Preghiamo Concedi, Signore, di partecipare con fede al sacrificio eucaristico e di ac­costarci con cuore puro alla mensa del Corpo e Sangue del tuo Figlio, affin­ché si accresca in noi la vita divina. Per Cristo nostro Signore. Amen

6° giorno: S. Veronica: discepola della beata Vergine

Dal diario: « Mi sono ritrovata in un luogo spazioso e bello; nel mezzo di esso vi era un bellissimo trono nel quale stava a sedere la gran Madre di Dio.

Il suo aspetto, la sua bellezza narrare non posso. Ella risplendeva più che non è il sole; anzi il sole materiale pare tenebre, al pari di questa luce. Aveva una veste tutta d'oro, coperta di bellissime gemme, lavorata con esse industriosamente; e, ad ogni gemma, vi erano queste parole: Mater Amoris. Ella teneva Gesù Bambino in braccio, il quale era così vago e bello, che mi rubava il cuore. In un subito, comparvero molti santi e sante e moltitudine di Angeli i quali, con una dolcissima armonia, dicevano: Vieni, sponsa Christi, con quel che segue. (Vol. I, 794)

Mentre il mio confessore mi consegnò per Maestra la B. Vergine e mi diete il modo come dovevo portarmi con detta Maestra, in quell'atto parvemi di apprendere che la B. Vergine di già mi aveva accettata per discepola. (Vol. II, 662). Gesù ha rinnovato lo sposalizio, e mi ha confermato il nome di Veronica, con aggiungermi Veronica di Gesù e Maria (Vol. II, 1284) " Leggere e meditare Gv. 19,25-27

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cléofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il di­scepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio! "Poi disse al discepolo: "Ecco la tua ma­dre!" E ila quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

Preghiamo Trinità beata, che hai scelto Maria come "Figlia, madre e sposa" (S. Francesco) e le hai affidato come fi­glia e discepola S. Veronica: concedi­ci di meditare la vita e le virtù di una tale Madre, e di lasciarci guidare da lei nella sequela del Cristo che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

7° giorno: S. Veronica: figlia della Chiesa

Dal diario: « (Io dicevo): Sposo dell'anima mia, per mezzo della vostra ss. passione io vi domando {'n grazia la conversione dei peccatori. Tl Signore mi disse: Oh! Se tu sapessi come sono in numero senza numero! Dappertutto non vi è altro che peccatori e peccatrici; commettono sì gran peccati, che piuttosto devo mandare castigo che perdono.

Sono divenuti come bestie; non pensano né a me né all'anima propria. In questo mentre diede intima comunicazione, e fecemi comprendere che il suo amore altro non desidera che d'infondersi nelle anime, o per via di lumi o per via di constrizioni o per via di chiamate ed illustrazioni interne che Esso loro dà; ma poche o nessuna se ne vuole servire.

E così dicendomi, ha detto a me: E tu che vuoi fare? - 0 Signore, io se potessi, vi vorrei amare, per me e per tutti quelli che non vi amano.

Questo voglio, dissemi il Signore, e subito spari. Io ritornai in me; ma stavo come fuori di me, attonita di tante grazie. Altro non potevo dire: Signore, vi offerisco le vostre sante piaghe. Esse siano voci per me e vi ringrazio di tutto quello che avete concesso a quest'anima.

Io non potevo parlare per il dolore che mi sentivo delle offese fatte a Dio. Sospiravo, piangevo e dicevo: Mio Dio, ho offeso voi. Questo mio dire mi cresceva la pena; ed io, con bracci aperti, andavo dicendo: Signore, pietà, perdono! (Vol. 1, 898)
Leggere e meditare Gv. 10,7-16

Allora Gesù disse loro di nuovo: "In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore, tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti, ma le pecore non li hanno accolti. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbia­no la vita e l'abbiano in abbondanza.

Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'o­vile, anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pa­store.

Preghiamo Cristo Salvatore, che accresci sem­pre la tua Chiesa con frutti di santità e di nuovi figli, e che hai reso S. Ve­ronica compartecipe del tuo sacrificio redentore: concedici di essere membra vive del tuo Corpo per la salvezza di tutti gli uomini. Per Cristo nostro Si­gnore. Amen.

8° giorno: S. Veronica: modello di umiltà e di obbedienza

Dal diario: « Questa mattina, nella comunione spirituale, pare di averci avuto il rapimento nel quale il Signore mi ha dato comunicazione intima sopra l'annientamento di me stessa; e come mi possa prevalere di tutto il mio operare. Qui vi è stato il lume dell'impotenza mia; e, in questa comunicazione, Iddio mi ha fatto conoscere che, per via di annichilazione e di conoscimento proprio, si trova la santa umiltà la quale è la radice di tutte le virtù.

Ma per fare l'albero fruttuoso e fiorito vi vogliono questi aiuti: cioè annichilazione, disprezzo, spogliamento e mortificazione continua, annegazione di tutto, eziandio nelle cose spirituali.

Tutte queste cose vi vogliono per accompagnare la santa umiltà; ed ella è la guida di tutto. Ma non si pub praticare, se uno non è del tutto accordato colla divina volontà. Un tantino di nostro gusto... manda a terra il fondamento e tutto l'edificio. (Vol. I, 762s.)

Vennemi gran lume sopra il punto dell'obbedienza e, nel medesimo tempo, provai un so che in me, che mai più l'ho provato. Parevami sentir rompere e levare da me quella ostinazione impossibile a potermi vincere.

Di qui appresi di quanto gran bene è l'obbedire; e parvemi che tutti i mali vengono ed hanno origine da qualche nostro proprio volere; e che, obbedendo, con prontezza, con generosità e per puro amore di Dio, ogni cosa torna in bene. O santa obbedienza, di quanto gran bene sei alle anime fedeli! » (Vol. II, 529)
Leggere e meditare Mt. 20,20-28

Allora gli si avvicinò la madre dei Figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: "Che cosa vuoi?" Gli rispose: "Dì che que­sti miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno". Rispose Gesù: "Voi non sa­pete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?" Gli dicono: “Lo possiamo”. Ed egli soggiunse: `71 mio calice lo berrete, però non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia si­nistra; ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio ". Gli altri dieci, udito questo, si sde­gnarono con i fratelli; ma Gesù chiamateli a se, disse: “I  capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra di voi, ma colui che vorrà diventare grande tra di voi si farà vostro servo, e colui che vor­rà essere il primo tra di voi, si farà vostro schiavo, ap­punto come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in ri­scatto per molti”.

Preghiamo Signore Gesù, che hai detto: "Colui che vorrà essere il primo tra voi, sia vostro servo" (Mt. 20,27), concedici di riconoscere che ogni bene procede da te, e che nel tuo Regno d'amore "servire è regnare". Tu che vivi e regni nei secoli dei seco­li. Amen.

9° giorno: S. Veronica: modello di carità verso Dio e il prossimo

Dal diario: « Il Signore mi fece intendere che a chi l'ama davvero e si mette tutto a sua disposizione, Egli comunica più del suo amore; perché l'Amore va con amore. Così ad un'anima che ama, l'Amore si comunica ed Esso, comunicato che è, subito, opera; e così tutto quello che la detta anima fa, non fa Lei, ma l'Amore che sta in lei.

Ora il divino Amore si posa nell'anima e si fa sentire. Ella non trova luogo di riposo; si sente smanie !amorose. Ora con gridi, ora con silenzio, ella sempre ragiona don l'Amore.

L'Amore fa parlare e, nel medesimo parlare, si fa sentire all'anima.

In un istante la pone in silenzio e fa che ella lo senta, lo provi e comprenda, in qualche modo.

Ma ella di ciò non può dir parola, perché Esso è infinito, incomprensibile, immenso; e meno se ne parla, più si dice di Esso. In una parola, nessuno può narrare le sue grandezze e nessuno le può comprendere. E tutto ciò Esso Amore fa capire alla medesima anima e, nel medesimo tempo, ella sta tutta assorta e fuori di sé, ma tutta unita a questo Amore. (Vol. II, 121 s).

Mi ha fatto conoscere che la vera carità consiste in fare quell'opera, con ogni spogliamento e senza interesse alcuno, né verso le creature, né appresso a Dio; e perché sia tutta indirizzata a gloria di Dio si deve, prima, avere quella pura e retta intenzione di farla solo per amore e con amore.

La carità senza amore di Dio, è come una cosa morta. L'amore è quello che l'avvalora e le dà vita.

Così mi ha fatto conoscere che sono tutte le altre virtù. Senza la vita di questo amore puro, tutto è morto, e sono come non fossero.

In questo punto, mi ha fatto capire che, come sarò introdotta nella scuola del suo amore, allora conoscerò bene tutte queste cose  (Vol. II, 31)
Leggere e meditare Gv. 14,21-24

Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e an­ch'io lo amerò e mi manifesterò a lui. Gli disse Giu­da, non l'Iscariota. "Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?" Gli rispose Ge­sù: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Pa­dre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole, la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato".

Preghiamo O Gesù, che nell'amore hai riassunto tutta la Legge e i Profeti concedici di amare Te sopra ogni cosa e il prossi­mo come noi stessi. Tu che vivi e re­gni nei secoli dei secoli. Amen.

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